lunedì 3 maggio 2010

Girl of the week 2010 -3-


Ecco di nuovo la rubrica che piace, e dopo due bionde si passa a una rossa.
Direttamente dal cast di True Blood, la serie televisiva sui vampiri per chi è stanco delle mezzechecche di Twilight ecco a voi Deborah Ann Woll : ovvero quando il rosso mi piace.
Venticinquenne di New York dopo qualche comparsata in altre serie viene scelta per il ruolo di Jessica nella serie della HBO.
A chi di voi riuscisse mai la fortuna di invitarla a cena sappiate che soffre di una grave intolleranza al glutine, quindi scegliete bene il ristorante.
Cercate anche una soluzione per evitare il suo fidanzato, anche se quest'ultimo soffre di una rara malattia agli occhi che lentamente rende ciechi, quindi aspettate e ricordatevi la vecchia massima "occhio non vede, cuore non duole". Battuta cattiva, lo so.

P.S : a differenza delle altre girl of the week, per Jessica/Deborah è stato complicato trovare una foto dove fosse parzialmente svestita.

P.P.S : Invisigoth, spero ti piaccia 'sta foto.

lunedì 26 aprile 2010

Cambio Indirizzo.

Mi sono trasferito qui : http://ingranaggiodellaliberta.wordpress.com/

Girl of the week 2010 -2-


Seconda puntata e dopo la magnifica Hannah Hilton questa volta abbiamo un altra bionda, non più pornostar ma aspirante modella, non più americana ma veneta : la ventunenne Giorgia Arbarello.

Il tenutario di questo blog l'ha scoperta guardando il talent show di Sky "Italian next top model". Edè diventata la mia preferita, fino a punto di incazzarmi davanti alla tv se i giudici parlavano male di lei o delle sue foto.
lo so, è da nerd :-)

Giusto per informare, la signorina non ha vinto il talent. Ma lo sappiamo, i migliori in questi show non vincono mai :-)

Sarò perchè è bionda naturale, sarà perchè ha un deciso accento veneto (che mi fa sempre un certo effetto, come il genovese) ma lei è la seconda ragazza della settimana 2010. Sperando di portarle fortuna nella sua carriera di modella.

domenica 25 aprile 2010

E che con il 2.0 io non ci vado molto d'accordo.

Post di prova. vediamo se funziona come dico io.

giovedì 22 aprile 2010

Liberale? e che significa Liberale?*


Quando ho iniziato a essere un liberale? Se stai pensando “chi se ne fotte” prego, scrivi nella barra della url youporn.com e buon divertimento. Tanto io lo scrivo lo stesso.
Quando ero uno sbarbato, non riuscivo a capire perché politicamente i miei amici e coetanei si dividessero in tre grandi raggruppamenti : estrema sinistra con magliette del Che e stelle rosse disegnate sullo zaino; estrema destra con capelli rasati, magliette nere e frasi del duce ovunque; i menefreghisti che sostenevano di non avere idea politica, tanto “sono tutti uguali”. Io tendenzialmente fraternizzavo con la terza categoria, ma avevo una strana fissazione sulla mia libertà, che doveva essere incondizionata da esterni, in quanto “io penso per me, fermatemi solo se faccio male a qualcuno”. Trovavo stupide le teorie dei primi due gruppi citati sopra, oltre che straordinariamente simili tra loro in determinati argomenti. Ho avuto senza saperlo un' educazione molto individualistica da parte dei miei genitori, piena di “pensa per te e cerca di farcela da solo”, “se vuoi sbagliare sbaglia, ma poi la responsabilità è tua”, Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori (e mia nonna, libertaria senza saper di esserlo) per questo. Ma all'inizio della prima decade di questo millennio per me era impossibile riuscir a informarmi meglio su quello che pensavo; internet era ancora una cosa lontana da me e la scuola non era certo d'aiuto. Ma fu proprio tra le mura della mia classe che sentii il termine liberale riferito a me. Non fu un complimento, ma una sorta di insulto, di schernimento da parte del mio professore di letteratura e storia. Correva l'anno 2002, e se non sbaglio era gennaio, al massimo febbraio, ma mi ricordo perfettamente che era sabato. Per l'assenza di un altro insegnante ci toccò in sorte 4 ore con il prof di letteratura, discreto esponente di rifondazione comunista del pinerolese. Quel dì (freddo,nevoso e grigio come solo può essere a Pinerolo) il caro compagno A. non aveva voglia di spiegare la divina commedia. Noi 5 stolti che ci eravamo presentati in classe, non avevamo voglia di sentirlo spiegare la divina commedia? Che si fa, ognuno i cazzi propri? Ma anche no, parliamo di qualcosa. Si iniziò a parlare di un industria locale che stava trasferendo la produzione in Romania. Non sto qui a elencare le teorie a riguardo del insegnante, potete immaginare. Io mi ritrovai a sostenere che la colpa non era dei “malvagi” imprenditori, ma dello stato che opprimeva l'imprenditorialità con pesanti tasse. Ma l'insulto per questa mia teoria non fu liberale, ma “servo dei capitalisti”. Dopodiché parlammo di figa, e li fummo d'accordo (era una classe completamente maschile, purtroppo ne parlammo e basta). Avemmo qualche scaramuccia per quanto riguarda l'uso di sostanze stupefacenti ( lui: le canne van bene, ma avvelenare il proprio corpo è un danno per la società. io : il corpo e mio e quindi se voglio rovinarmi affari miei, basta soltanto che non ferisco qualcuno con le mie azioni e non rompo per essere aiutato a spese altrui). Verso la fine delle quattro ore con lui, si finì a parlare della collina di Pinerolo, rovinata, secondo lui, da le ville che piano piano sorsero. La sua soluzione era semplice : dato che alla maggioranza delle persone non piace vedere le ville in collina, ma preferisce chela collina sia di tutti, imponiamo che la collina sia dello stato in quanto “bene collettivo”. Potevo starmene zitto, avrei avuto un'interrogazione di storia con lui dopo due giorni, potevo evitare di complicarmi la vita dei due anni e mezzo successivi. Invece no, replicai sostenendo che a mio modesto parere, non esistesse nessun “bene comune” e che l'unità di misura delle cose tangibili fosse soltanto la proprietà privata. Quindi nel discorso specifico della collina di Pinerolo, la mia soluzione era semplicissima “se compro il terreno ne faccio quel cazzo che voglio, se a te non sta bene cazzi tuoi, se vuoi mi paghi quanto io decido se decido di vendertela e solo allora puoi togliere la casa che ti sta tanto sul cazzo”. Più o meno le parole furono quelle, forse ho trascritto qualche cazzo in meno dell'originale – era un professore carogna,ma almeno non pretendeva un linguaggio forbito – e il risultato fu che il rosso insegnate sentenziò “Erano decenni mio caro signor. P che non mi capitava un liberale in una mia classe. Credevo vi foste estinti. Adesso che lo so, passeremo dei bellissimi anni insieme”.
Fino al diploma(giugno '04) fui soprannominato da lui “quello che mi venderà la corda” ma essendo nel contempo il suo alunno migliore non mi complicò la vita. Come si comportò al mio esame orale tralascio di scriverlo, troppo rancore.
L'unica altra sua interferenza nella formazione della mia idea politica fu il consiglio di avvicinarmi ai radicali, in quanto erano vicini al mio pensiero. Trovata la sezione radicale territorialmente più vicina, andai pieno di speranza di incontrare gente che la pensasse vagamente come me. Discreta delusione, per non dire completa. I fasti dei radicali liberali-liberisti degli anni '90 erano finiti e la china del liberal-socialismo era presa. La gente che vi trovai era perdi più giovanotti e donzelle simil squatter che frequentavano quei posti perché vi si trovava l'erba. Le loro idee in ambito economico erano troppo lontane dalle mie, e l'odiato “bene comune” saltava spesso fuori nei loro discorsi. Di buono vi ho trovato solo una discreta biblioteca dove scoprii Locke, Mill, Toqueville e Nozick.
Partecipai a corrente alternata, spesso in dissidio con gli altri alla vita radicale fino al 2005 quando nacque l'obbrobrio “Rosa nel pugno”. Schifato dalla vista nello stesso simbolo delle parole “Liberali” e “Socialisti”, mandai tutto a ramengo seguendo a distanza la parte di radicali spostatesi nei “Riformatori Liberali”. Vennero le elezioni del 2006 e mi ritrovai a votare (turandomi il naso) Forza Italia perché i candidati di RL erano nelle sue liste, perché tanto erano dati per sconfitti, perché il programma dell'unione non mi piaceva. E anche perché dicevano che avrebbero abolito ICI e bollo auto. Questo voto mi costò quasi la fidanzata di allora, figlia di esponenti radical chic torinesi. Ci furono tentativi di corruzione da parte di essi quali : concerti dei Modena City Ramblers, regali quali “Socialismo liberale” di Rosselli (speravano almeno di farmi passare ai “liberali di sinistra”) e “Manifesto del partito comunista”. Io ho tirato avanti per la mia strada, loro per la loro, abbiamo discusso moltissimo e grazie a loro ho affinato il concetto di tirannia della maggioranza. Dal 2007 sono fieramente antidemocratico. Poi -anche- grazie al libro di Leonardo Sacco su Che Guevara, quella storia finì e loro finirono nell'oblio delle persone passate.
Per continuare la storia di come sono diventato quello che sono, bisogna citare la scuola di liberalismo organizzata dalla Fondazione Einaudi, seconda edizione a Torino marzo-aprile 2008. E li ho conosciuto autori quali Rothbard, Leoni, Hayek, Mises divenuti poi per me fondamentali. E sempre grazie alla SDL ho scoperto l'istituto Bruno Leoni e Leonardo Facco, conosciuto alla fiera del libro di quel maggio.
E grazie a Facco e il Movimento Libertario sono riuscito a venire a conoscenza -magari solo virtuali- di un po di gente con cui scambiare opinioni senza venir guardato come un alieno.
Piano piano nel passare degli anni il ruolo che doveva svolgere lo stato è passato da poco ( polizia ed esercito) a nulla con conseguente sparizione dell'idea di stato. Mazzata finale arrivata soprattutto dalla lettura de “L'ingranaggio della libertà” di David Friedman; infatti questo stupido blog è intitolato a quella opera magistrale del anarco-capitalismo non per nulla.
Del liberalismo estremo (chiamalo se vuoi libertalismo) mi piace la glorificazione dell'impresa individuale rispetto al parassitarismo delle altre ideologia politiche, perché è l'estremizzazione della libertà in tutte le sue forme, quindi anche libertà che ai buonisti progressisti non piacciono quali la libertà di discriminare, di portar armi e di sostenere tesi (per altri) errate, rispetto ai conservatori bigotti per me il libertarismo ha la grande virtù di sostenere che l'individuo appartiene solo a se stesso e non a Dio o chi per lui. Il libertarismo è la mia idea di libertà.

Quasi scordavo di dire che molto ho imparato anche leggendo altri blog tra i quali Buraku Snow Crash InVisigoth e Briganti&Libertari . Non li cito tutti perchè sono parecchi.

Scusatemi per questo post del belino, lunghissimo e credo per voi noioso, ma non ho sonno e sul Eee pc non posso guardare un film.

Se leggete questa riga e vi va, scrivete nei commenti come siete diventati quello che siete, se siete liberali (o la definizione che preferite). Se invece non siete liberali scrivete cosa e perché non apprezzate dell'idea di libertà massima per gli individui.

In ogni caso lunedì torna la Girl of the week, l'ho già programmata.



* reazione dellindividuo medio quando mi chiede "ma politicamentetu da che parte stai?". Da qualche tempo invece rispondono "liberale? quindi ti pace OBAMA!!" maledetto false friend liberal= liberale

martedì 20 aprile 2010

Alla fine Moggi era il minore dei mali.


Parliamo di sport, dello sport per me, se non il più bello del mondo (quello rimane la pallavolo femminile) almeno quello che mi emoziona di più, il caro vecchio calcio, vero amore dell'uomo medio.
Io tifo una squadra che non vince un belino dal 1995, che è stata in B e che staziona -quasi- fissa nella colonna destra della classifica, la cara e vecchia Sampdoria. Crescendo nella provincia di Torino sono però circondato da gente ch tifa la Juventus e di conseguenza un pochino miinteressa la formazione bianconera. Qualche anno fa la suddetta squadra zebrata dominava il campionato italiano, quasi sempre a danno dell'eterna seconda lInternazionale : roba cheglifregava gli scudetti l'ultima giornata di campionato (05-05-2002).
Il punto forte della Juventus era che a differenza dei nerazzuri, in Corso Galileo non si spendeva moltissimo per il calciomercato; compravano uno sconosciuto francese a 8 milioni e lo rivendevano a 150, avevano tra le proprie filai migliori giocatori del campionato senza mai spendere le cifre che Moratti destinava per la sua squadra. Nella primavera 2006 però scoppia lo scandalo : pare che la dirigenza bianconera corrompesse arbitri e designatori, e usasse intimidazione violenta per chi non volesse piegarsi ai voleri della "cupola". La juventus vincitrice sul campo dello scudetto 2005-2006 se lo vede revocare, assieme a quello precedente. Viene inoltre spedita in Serie B, giusto per riordare. Mentre lo scudetto 2005 rimane revocato, quello 2006 viene assegnato ai secondi classificati, cioè l'Inter. I quali festeggiano per un trofeo che mancava a loro dal campionato 1988-1989, roba che c'era ancora il muro di Berlino. Il presidente della formazione ambrosiana Giacinto Facchetti sostenne di fronte ai microfoni che "quello era lo scudetto della correttezza". Ma grazie al fattoche la juve sarebbe dovuta ripartire dalla serie cadetta, l'Inter potè assicurarsi a prezzi di saldo giocatori importanti della formazione sabauda : Ibraimovice Veira raggiunsero così Milano. Altre formazioni approfittarono di questa debacle bianconera, comprando pezzi pregiati della formazione allenata a quei tempi da Fabio Capello. Oltre la perdita di giocatori importanti,la Juve subì un discreto danno patrimoniale dovuto rincipalmente al mancato incasso degli introiti pubblicitari per la champions league dell'anno successivo.
La stessa estate tutti ricordiamo che l'italia vinse i mondiali di calcio, battendo la francia in finale. quel 9 luglio in campo vi erano 8 giocatori bianconeri in campo 5 nelle fila italiane e 3 ntra i galletti.
Con la Juventus in B, il campionato 2006-2007 è una passeggiata per l'inter ma anche i successivi con una Juventus mai particolarmente competitiva causa una dirigenza ignobile. Che poi l'Inter non abbiamaivinto unachampions in questi anni è un'altra storia, dato che l'ultima volta che l'alzò erano gli anni '60, i pali erano quadrati e la coppa sembrava un'anfora romana.
Non ha importanza, ma voglio ricordare che la finale di champions l'hanno giocata (perdendola) più recetentemente altre squadre . la roma nel 1984 e la Sampdoria nel 1992 (sigh).
Ma arriviamo ai giorni nostri . pare che il signor Facchetti, ormai deceduto, intrattenesse conversazioni con i designatori arbitrali nello stesso periodo del affaire Moggi. Anche i vertici nerazzurri premiavano i designatori e gli arbitri conpiacenti con regali. Esatto proprio l'uomo che parlava di "campionato della correttezza" nel frattempo intratteneva conversazioni con Bergamo e soci. Ora che fare? Spedire l'inter inserie B con 4 anni di ritardo? mi sembra inutilmente stupido. Revocargli lo scudetto 2006? E se come la Juventus fossero stati spediti in B, non avrebbero di certo vinto lo scudetto 2007...

lunedì 19 aprile 2010

Girl of the week 2010!!


Dopo più di un anno d'assenza, torna la rubrica che parla della cosa più importante del mondo : la portatrice sana di cromosoma XX!

E si rinizia con una pornostar americana, una delle stelle della Vivid production: Hannah Hilton.
Nata il 31'10-1984 nello stato dell'indiana questa bionda inizia la sua carriera come Pet of the Month per la rivista Penthouse. Nel aprile 2008 gira la sua prima scena in un film per adulti con il suo fidanzato, l'attore porno Jack Venice per la compagnia di produzione Brazzers. Nel mese successivo firma un contratto con la Vivid, girando film quali : Sugar, Bounce, Hannah and Meggan loves Manuel e Suck It. Nel settembre 2009 si ritira dall'attivita di attrice porno, lasciando affranti i suoi fan.