
Quando ho iniziato a essere un liberale? Se stai pensando “chi se ne fotte” prego, scrivi nella barra della url youporn.com e buon divertimento. Tanto io lo scrivo lo stesso.
Quando ero uno sbarbato, non riuscivo a capire perché politicamente i miei amici e coetanei si dividessero in tre grandi raggruppamenti : estrema sinistra con magliette del Che e stelle rosse disegnate sullo zaino; estrema destra con capelli rasati, magliette nere e frasi del duce ovunque; i menefreghisti che sostenevano di non avere idea politica, tanto “sono tutti uguali”. Io tendenzialmente fraternizzavo con la terza categoria, ma avevo una strana fissazione sulla mia libertà, che doveva essere incondizionata da esterni, in quanto “io penso per me, fermatemi solo se faccio male a qualcuno”. Trovavo stupide le teorie dei primi due gruppi citati sopra, oltre che straordinariamente simili tra loro in determinati argomenti. Ho avuto senza saperlo un' educazione molto individualistica da parte dei miei genitori, piena di “pensa per te e cerca di farcela da solo”, “se vuoi sbagliare sbaglia, ma poi la responsabilità è tua”, Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori (e mia nonna, libertaria senza saper di esserlo) per questo. Ma all'inizio della prima decade di questo millennio per me era impossibile riuscir a informarmi meglio su quello che pensavo; internet era ancora una cosa lontana da me e la scuola non era certo d'aiuto. Ma fu proprio tra le mura della mia classe che sentii il termine liberale riferito a me. Non fu un complimento, ma una sorta di insulto, di schernimento da parte del mio professore di letteratura e storia. Correva l'anno 2002, e se non sbaglio era gennaio, al massimo febbraio, ma mi ricordo perfettamente che era sabato. Per l'assenza di un altro insegnante ci toccò in sorte 4 ore con il prof di letteratura, discreto esponente di rifondazione comunista del pinerolese. Quel dì (freddo,nevoso e grigio come solo può essere a Pinerolo) il caro compagno A. non aveva voglia di spiegare la divina commedia. Noi 5 stolti che ci eravamo presentati in classe, non avevamo voglia di sentirlo spiegare la divina commedia? Che si fa, ognuno i cazzi propri? Ma anche no, parliamo di qualcosa. Si iniziò a parlare di un industria locale che stava trasferendo la produzione in Romania. Non sto qui a elencare le teorie a riguardo del insegnante, potete immaginare. Io mi ritrovai a sostenere che la colpa non era dei “malvagi” imprenditori, ma dello stato che opprimeva l'imprenditorialità con pesanti tasse. Ma l'insulto per questa mia teoria non fu liberale, ma “servo dei capitalisti”. Dopodiché parlammo di figa, e li fummo d'accordo (era una classe completamente maschile, purtroppo ne parlammo e basta). Avemmo qualche scaramuccia per quanto riguarda l'uso di sostanze stupefacenti ( lui: le canne van bene, ma avvelenare il proprio corpo è un danno per la società. io : il corpo e mio e quindi se voglio rovinarmi affari miei, basta soltanto che non ferisco qualcuno con le mie azioni e non rompo per essere aiutato a spese altrui). Verso la fine delle quattro ore con lui, si finì a parlare della collina di Pinerolo, rovinata, secondo lui, da le ville che piano piano sorsero. La sua soluzione era semplice : dato che alla maggioranza delle persone non piace vedere le ville in collina, ma preferisce chela collina sia di tutti, imponiamo che la collina sia dello stato in quanto “bene collettivo”. Potevo starmene zitto, avrei avuto un'interrogazione di storia con lui dopo due giorni, potevo evitare di complicarmi la vita dei due anni e mezzo successivi. Invece no, replicai sostenendo che a mio modesto parere, non esistesse nessun “bene comune” e che l'unità di misura delle cose tangibili fosse soltanto la proprietà privata. Quindi nel discorso specifico della collina di Pinerolo, la mia soluzione era semplicissima “se compro il terreno ne faccio quel cazzo che voglio, se a te non sta bene cazzi tuoi, se vuoi mi paghi quanto io decido se decido di vendertela e solo allora puoi togliere la casa che ti sta tanto sul cazzo”. Più o meno le parole furono quelle, forse ho trascritto qualche cazzo in meno dell'originale – era un professore carogna,ma almeno non pretendeva un linguaggio forbito – e il risultato fu che il rosso insegnate sentenziò “Erano decenni mio caro signor. P che non mi capitava un liberale in una mia classe. Credevo vi foste estinti. Adesso che lo so, passeremo dei bellissimi anni insieme”.
Fino al diploma(giugno '04) fui soprannominato da lui “quello che mi venderà la corda” ma essendo nel contempo il suo alunno migliore non mi complicò la vita. Come si comportò al mio esame orale tralascio di scriverlo, troppo rancore.
L'unica altra sua interferenza nella formazione della mia idea politica fu il consiglio di avvicinarmi ai radicali, in quanto erano vicini al mio pensiero. Trovata la sezione radicale territorialmente più vicina, andai pieno di speranza di incontrare gente che la pensasse vagamente come me. Discreta delusione, per non dire completa. I fasti dei radicali liberali-liberisti degli anni '90 erano finiti e la china del liberal-socialismo era presa. La gente che vi trovai era perdi più giovanotti e donzelle simil squatter che frequentavano quei posti perché vi si trovava l'erba. Le loro idee in ambito economico erano troppo lontane dalle mie, e l'odiato “bene comune” saltava spesso fuori nei loro discorsi. Di buono vi ho trovato solo una discreta biblioteca dove scoprii Locke, Mill, Toqueville e Nozick.
Partecipai a corrente alternata, spesso in dissidio con gli altri alla vita radicale fino al 2005 quando nacque l'obbrobrio “Rosa nel pugno”. Schifato dalla vista nello stesso simbolo delle parole “Liberali” e “Socialisti”, mandai tutto a ramengo seguendo a distanza la parte di radicali spostatesi nei “Riformatori Liberali”. Vennero le elezioni del 2006 e mi ritrovai a votare (turandomi il naso) Forza Italia perché i candidati di RL erano nelle sue liste, perché tanto erano dati per sconfitti, perché il programma dell'unione non mi piaceva. E anche perché dicevano che avrebbero abolito ICI e bollo auto. Questo voto mi costò quasi la fidanzata di allora, figlia di esponenti radical chic torinesi. Ci furono tentativi di corruzione da parte di essi quali : concerti dei Modena City Ramblers, regali quali “Socialismo liberale” di Rosselli (speravano almeno di farmi passare ai “liberali di sinistra”) e “Manifesto del partito comunista”. Io ho tirato avanti per la mia strada, loro per la loro, abbiamo discusso moltissimo e grazie a loro ho affinato il concetto di tirannia della maggioranza. Dal 2007 sono fieramente antidemocratico. Poi -anche- grazie al libro di Leonardo Sacco su Che Guevara, quella storia finì e loro finirono nell'oblio delle persone passate.
Per continuare la storia di come sono diventato quello che sono, bisogna citare la scuola di liberalismo organizzata dalla Fondazione Einaudi, seconda edizione a Torino marzo-aprile 2008. E li ho conosciuto autori quali Rothbard, Leoni, Hayek, Mises divenuti poi per me fondamentali. E sempre grazie alla SDL ho scoperto l'istituto Bruno Leoni e Leonardo Facco, conosciuto alla fiera del libro di quel maggio.
E grazie a Facco e il Movimento Libertario sono riuscito a venire a conoscenza -magari solo virtuali- di un po di gente con cui scambiare opinioni senza venir guardato come un alieno.
Piano piano nel passare degli anni il ruolo che doveva svolgere lo stato è passato da poco ( polizia ed esercito) a nulla con conseguente sparizione dell'idea di stato. Mazzata finale arrivata soprattutto dalla lettura de “L'ingranaggio della libertà” di David Friedman; infatti questo stupido blog è intitolato a quella opera magistrale del anarco-capitalismo non per nulla.
Del liberalismo estremo (chiamalo se vuoi libertalismo) mi piace la glorificazione dell'impresa individuale rispetto al parassitarismo delle altre ideologia politiche, perché è l'estremizzazione della libertà in tutte le sue forme, quindi anche libertà che ai buonisti progressisti non piacciono quali la libertà di discriminare, di portar armi e di sostenere tesi (per altri) errate, rispetto ai conservatori bigotti per me il libertarismo ha la grande virtù di sostenere che l'individuo appartiene solo a se stesso e non a Dio o chi per lui. Il libertarismo è la mia idea di libertà.
Quasi scordavo di dire che molto ho imparato anche leggendo altri blog tra i quali Buraku Snow Crash InVisigoth e Briganti&Libertari . Non li cito tutti perchè sono parecchi.
Scusatemi per questo post del belino, lunghissimo e credo per voi noioso, ma non ho sonno e sul Eee pc non posso guardare un film.
Se leggete questa riga e vi va, scrivete nei commenti come siete diventati quello che siete, se siete liberali (o la definizione che preferite). Se invece non siete liberali scrivete cosa e perché non apprezzate dell'idea di libertà massima per gli individui.
In ogni caso lunedì torna la Girl of the week, l'ho già programmata.
* reazione dellindividuo medio quando mi chiede "ma politicamentetu da che parte stai?". Da qualche tempo invece rispondono "liberale? quindi ti pace OBAMA!!" maledetto false friend liberal= liberale


ciao faber,
RispondiEliminaho letto diciamo la tua biografia politica, piacevole lettura, personalmente io mi son avvicinato dall'altro fronte, fequentando centri sociali ( che a volte ancora visito) e scoprendo l'anarchismo, da lì poi ho inziiato a viaggiare, e viaggio ancora :)
riguardo i radicali, forse non so se vi sono da te, se vuoi aver contatti avvicinati ai cosconiani e ai filo-cappato, qui a caserta l'ho fatto e son il segretario della coscioni di caserta.
PS: grazie per la citazione è davvero lodevole.
Ho fatto un percorso simile al tuo. Rileggendoti mi sono tornati in mente episodi simili alle superiori. Mi trovavo sempre fuori dai grandi contenitori di destra e sinistra. Ho militato per un paio d'anni nella sede locale dei radicali. Al contrario di te mi sono trovato molto bene. La maggior parte dei militanti erano di area libertaria più che liberalsocialista. Ora mi sono allontanato da Radicali dal punto di vista politico ma continuo ad appoggiarli spiritualmente (se si può dire così) per molte delle loro battaglie e se ho occasione cerco di votarli, pur riconoscendo che il partito ha preso una strada che non mi piace più.
RispondiElimina@ Domenico : vedi, tu sei partito da sinistra, io (e molti altri) no, ma ora ci ritroviamo. segno che il libertaismo non è di destra, ma neanche di sinistra. Sta sopra. Lo so che sei un radicale praticante, e se fossi geograficamente vicini lo sarei anche io. In questo angolo di Piemonte invece i radicali hanno perso la natura libertaria. In compenso abbiamo Sergio Ricossa e l'IBL.
RispondiElimina@ Fabri : il manicheismo destra-sinistra è tipico dell'età adolescenziale. A quell'età è difficile essere moderati. La psicologia e la sociologia danno una spegazione logica, ma sarebbe un altro post.
@ Entrambi : altre due prove di come i libertari italiani provengano dalle file radicali. Specialmente se nati tra la fine dei '70 e gli anni '80. Non so quanto vecchio sia Fabristol, ma leggendo velocemente il tuo blognon credo che tu abbia più di 35.
Altri libertari, ad esempio Leo Facco, provengono dalla Lega Nord.
Ho 29 anni. Sìmi pare che sia normale visto che all'epoca erano l'unico partito libertario. I un certo senso lo sono ancora ma non più per i temi economici.
RispondiEliminaQuesta di Facco non la sapevo!
beh fabri, sui radicali ho talmente tante lamentele da fare... cmq a caserta per ora sono i migliori e questo mi spinge a star con loro, d'altronte ho preso il vizio :) di occuparmi soprattuto delle tematiche dell'associazione luca coscioni.. vedremo, il mio sogno è e rimane un club libertario a caserta, ma c'è molto da lavorare... vedremo, vedremo...
RispondiEliminaGrazie per la citazione! E poi: aaarggh!! Sono stato per mezz'ora a scrivere la mia storia e non me l'ha salvata!! Bastardo di un server!!!
RispondiElimina@ Fabristol : Facco, se non erro è stato anche giornalista alla "Padania" per qualche tempo.
RispondiElimina@ Domenico : buona fortuna per il club libertario, sperando che abbia fortuna maggiore del clan libertario torinese.
@InVisigoth : Belin che sfiga...
non tanto tempo fa avevo una mentalità di sinistra, senza essere particolarmente convinto. Mi sono avvicinato al libertarismo grazie ad alcuni blog, principalmente quello di Maurizio Colucci http://lumerinnovato.blogspot.com/ e, in seguito, Snow Crash. Poi ho letto qualcosa e ragionato un po' per conto mio, ed eccomi qui : D
RispondiEliminaOttima storia! Appena ho tempo ti rispondo. :)
RispondiEliminaRagazzi ma visto che siamo così tanti e sparsi un po' qua e là perché non ci contiamo, aggreghiamo ecc. ecc.? Non è forse venuto il momento di un aggregatore di feed o di un contenitore dove discutere e condividere le cose?
RispondiEliminaBeh, si, sarebbe un'ottima idea!
RispondiEliminaMa (perdonami l'ignoranza) come si fa? :P
Ah, comunque ho risposto al post qui:
RispondiEliminahttp://sedutoscomposto.wordpress.com/2010/04/24/storia-vittimista-di-un-individuo-libertario/
:-)
@ Endeeder : poi passerò a commentare la tua risposta.
RispondiEliminaConcordo con te riguardo l'idea avuta da Fabristol... ottimo, geniale, ma come si fa? Chi ne fosse capace si faccia avanti.
Ehhh Dalla mia esperienza (Progetto Galileo) e da quella di Jinzo, grendel e altri (Quartiere libertarian) i blog collaborativi sono destinati a fallire. Da bravi individualisti sappiamo che i beni collettivi sono poco curati e tendono a fallire. :D
RispondiEliminaL'unico sarebbe utilizzare l'aggregatore di feed come in Tocqueville. Cioè ogni volta che postiamo nei nostri blogs l'aggregatore le inserisce nel sito comune. Poi se qualcuno vuole può produrre materiale per il sito comune. Ma qui bisognerebbe chiedere a qualche esperto. Grendel ne sapeva qualcosa mi pare.
Perché non chiediamo a Leo Facco, se non è troppo dispendioso, di aprire una nuova pagina sul sito del Movimento Libertario in cui si aggregano i post di tutti noi tramite feed? A prescindere dalle idee e dalle diverse posizioni, penso che dovremmo fare fronte comune attorno ad un soggetto già esistente. Specifico che non sono tesserato ML, parlo così perché mi sembra una soluzione in cui tutti ne possiamo guadagnare (nel senso di approfondimento nostro personale delle tematiche e visibilità esterna). Esisteva un progetto del genere in Tocque-Ville, "Quartiere Libertarian", ma mi sembra sia naufragato, anche perché curare una cosa del genere costa in termini di tempo. Invece, il sito del ML che è comunque attivo di suo, dunque vede già persone impegnate nella sua cura, di certo non finirebbe abbandonato quando fisiologicamente dopo l'entusiasmo iniziale la cosa si potrebbe smorzare (un po' come un'altra bella pagina, che era Progetto Galileo). Tra l'altro una cosa del genere potrebbe ripagare in termini di visibilità l'ospitalità dataci, visto che attirerebbe quotidianamente sul sito persone che prima magari non ci andavano.
RispondiEliminaPuò essere una prima idea... oppure no...
eh eh... ormai io e Fabristol siamo sulla stessa lunghezza d'onda e scriviamo quasi le stesse cose contemporaneamente! Inizio a spaventarmi!! :D
RispondiEliminaInvisigoth ma mi leggi nel pensiero?!? :D
RispondiEliminaTra l'altro stavo per scrivere la stessa identica cosa per quanto riguarda Leo Facco!! Ieri sera ho proprio pensato alla stessa identica cosa. Incredibile. Siamo gemelli separati alla nascita.. ;)
A questo punto se siete d'accordo potremmo chiedere a Z3ruel o a Paxtbi che sono quelli che hanno più contatti con Facco. Che ne dite?
Potrebbe essere davvero un'ottima iniziativa!
RispondiEliminaRicordo il progetto "Quartiere libertarian" di Tockqueville, anche se quando ne venni a conoscenza era già piuttosto al tramonto. Ad ogni modo, si potrebbe fare come dite voi.
Chiedere non costa nulla e credo che Facco sarebbe molto ben disposto ad un'iniziativa simile! :)
Tra l'altro leonardo Facco potrebbe accompagnare l'iniziativa ad una generale ristrutturazione del sito visto che mi pare un po' vecchiotto. Ma questa è una mia opniione. :D
RispondiEliminaOppure invece di creare una sezione dentro il ML, si potrebbe fare un altro sito con la supervisione di Facco e del movimento. boh insomma vediamo cosa ci dicono.
Vedo di far fare un attimo un salto qui a Z3ruel, in modo che ci dice lui qualcosa anche.
RispondiEliminaL'idea dell'aggregatore venne tentata con Quartiere Libertarian anni fa, ma ebbe un successo limitato alla prima fase della sua esistenza, in quanto in larga parte autoreferenziale. Inoltre, ad oggi, quel nucleo di blogger iniziali è ridotto in pratica al sottoscritto, a Falkenberg e a qualche altro caso isolato. Ciò tuttavia non esclude che le nuove leve possano cambiare le sorti di un progetto di questo tipo, anche se bisogna ragionarci un pochino.
RispondiEliminaSecondo me la soluzione ideale è un fantastico Tumblr in cui viene attivata la funzione di connessione ai nostri siti, di modo che compaiano in automatico i link dei post. In questo modo, il Tumblr farebbe tutto da solo, evitando uno dei problemi fondamentali che ebbe quartiere libertarian e cioè il fatto che la gente si annoiava a dover caricare i propri post manualmente. Inoltre, se qualcuno volesse applicare delle note al link, o mettere dei propri post nel Tumblr, avrebbe sempre la password con cui agire personalmente.
Io direi, se siete d'accordo, di procedere in questo modo:
1) Faccio un post di lavoro su Snow Crash e ci mettiamo a ragionare lì.
2) Decidiamo il nome del Tumblr
3) Raccogliamo i partecipanti.
Ti adoro! :)
RispondiEliminaE la proposta di far collaborare Facco?
RispondiEliminaA me l'idea del tumblr mi sembra un po' limitante. non so. Poca possibilità anche per chi non è tumblaro di interagire.
Insomma sarei ancora dell'idea di sentire cosa ne pensano Facco e Z3ruel.
RispondiEliminaPotremmo anche sperimentare più soluzioni, non è detto che dobbiamo pensare solo ad una.
RispondiEliminaPenso che però il punto n° 1 proposto da Jinzo sia fondamentale, anche per aprire la discussione agli altri. Bene o male dal Residenclave passano tutti prima o poi, e quindi vediamo quanti siamo, ci contiamo.
In ogni caso ho scritto su Facebook a Z3ruel, quindi immagino che prima o poi si affaccerà anche lui.
Penso che uno strumento che valorizzi i singoli blog sia destinato a durare più che un blog collettivo, come gli esperimenti su citati. Il tutto sta ad individuarlo (vabbé, e poi a realizzarlo, ma non facciamo troppo i sottili!).
Io avrei un'idea, una via di mezzi tra un tumblr che linka i vari post e un blog collettivo. Entrambe buone soluzioni, ma avete elencato voi i problemi. La mia saluzione sarebbe un "blog" dove vengano aggiunti in automatico i link dei vari post dei vari blog con magari un piccolo sommario. alla fine quello che fa la bacheca di blogger. Ma può un blog lavorare così? Non so.
RispondiEliminaAltra soluzione sarebbe un sito che svolga ciò ho descritto sopra. Ma un sito ha bisogno di manutenzione e dell'acquisto di un dominio.
Credo sia un'ottima idea contattare Facco, e sarebbe da mettere un badge di chissà quale soluzione decideremo sul sito del ML.
Ho però una pccola nota da fare su l''auto-linkaggio dai vari blog al ipotetico raccoglitore : io, per esempio non linkerei tutta la mia produzione, escluderei per esempio la girl of the week.
Un caro saluto a tutti
RispondiEliminaLeonardo Facco
A.d. Movimento LIbertario!
Ottima idea l'aggregatore, ci sono anch'io.
RispondiEliminaCiao a tutti.
RispondiEliminaBeh il sito dei Ml è stato rifatto l'anno scorso e tanto vecchiotto non è.
Sull'aggregatore penso che l'idea di Facco non sia malvagia, dato che daremmo chiara identità alla nostra essenza, evitando che webmaster o altri possano condizionarci dall'esterno con idee a noi estranee.
Penso che il tumblr sia una buona prospettiva alternativa sebbene non lo abbia mai usato (aspettate dopo tesi e poi lo creo) anche se penso che un blog tipo contenitore aggregatore se non con i testi almeno con i link (i quali però rischiano di essere un pò brutti da vedere se privi di almeno un sunto incipit) sia possibile.
Penso che nel caso dell'aggregatore questo permetterebbe lo sviluppo libero del progetto, qualora volessimo invece realizzare un sito vero e proprio, punterei alla specializzazione dei vari collaboratori a temi e contenuti caratterizzanti (non so Invisig0th l'ambito dell'ambiente nordamericano, Fabristol l'ambito della laicità e dei diritti individuali, Jinzo Z3 e l'ambito anarcocapitalista, Paxtibi l'ambito dei fumetti, Cq il controcanto comunista ;) Io boh opinionista politico e l'ambito dell'arte... insomma specializzandoci e definendo quindi aree e percorsi tematici che potremmo chiamare enclavi settoriali di sapere).
In pratica potremmo creare un web-sito-"giornale" simil giornalettismo basato su cultura e promozione di principi e valori libertarian (tenendo aperti alle varie pensieri e scuole mi riferisco a Ranta e alla visione agorista o a Letizia panarchici...).
Ciao a tutti e a Faber da LucaF.
Faber ha ragione sulla selezione dei post. Il mio blog è generalista e ogni tanto parla di questioni liberali, libertarie o di laicità. Insomma ci metto anche cazzate della mia vita ecco.
RispondiEliminaMmm la cosa si complica.. :)
Esiste un modo per aggregare feed da post con un tag particolare? Tipo se io taggo il mio post libertario con il tag "libertarian" magari l'aggregatore pesca solo quello.
Habemus post specifico da me.
RispondiEliminaIn attesa di leggere il post di Jinzo (cosa che farò subito dopo questa mio commento), devo dire che sull'ultimo punto in questione discordo! :)
RispondiEliminaNel senso, ben venga se si può una selezione alla fonte, ma io penso che le esperienze personali di Fabristol, le ragazze discinte di Faber, le minchiate di InVisigoth dovrebbero essere incluse:
1) se tutti mettiamo solo post "alti" o questa cosa va a snaturare un po' la natura e lo spirito dei nostri blog, è inutile; alla fine diventerebbe una noia unica se tutti parliamo di economia austriaca.
2)Il bello è anche postare e parlare di cazzate, perché prima che liberari siamo ragazzi e ragazze (o uomini e donne) normali e con le loro passioni.
Io la vedo così, insomma. A me piace leggere delle esperienze all'estero di Fabristol, non mi interessa se in un caso di specie, ad esempio, non è filosoficamente libertario al 100%.
Siamo diversi tra noi, siamo diversi dagli altri, siamo strafighi, facciamoci vedere a 360° (vabbè, quest'ultima frase è un po' equivoca, ma avete capito)!
L'importante, InVi, è che non ci facciamo vedere a 90° ed è per questo motivo che ho dato vita ad una prima proposta di aggregatore, realizzata in 20 minuti netti, truzza ed intellettuale al punto giusto... (I post inseriti sono di prova).
RispondiEliminahttp://themoonisaharshmistress.tumblr.com/
Se vi piace, per me si può iniziare subito a lavorare su di essa, il che significa aderire all'iniziativa, contattare l'indirizzo mail tanstaafl2075@gmail.com identificandosi con chiarezza (blog, nome, ecc...), farsi passare dal sottoscritto la password, aggiungere i feed all'autoaggregatore, testare la funzionalità dell'aggregazione e provare ad inserire note e modifiche....
Insomma... per un primo tentativo iniziale mi pare ottimo. Insomma, fatemi sapere.
Bel Lavoro Jinzo, ti mando la mail con i dati da te richiesti.
RispondiEliminaPer cominciare il tumblr va benissimo. Ora si vede quanti vogliono fare parte di questo progetto.
Per il Movimento Libertario se è ancora opinione coinvolgerlo la soluzione è semplice : tra gli autolink si mettono anche le varie news e i video del sito, e sul sito si mette il un badge del tumblr raccoglitore.
Spero che capiate il mio italiano dislessico.
Ciao Fabri e ciao a tutti! Scusate ma son stato fuori casa praticamente per due giorni (ora fra l'atro ho un male alle dita pauroso: giornata di climbing sotto il sole nel lecchese, gran ficata, anche se ho scoperto che fare il balordo il sabato sera e poi iniziare ad arrampicare alle 9 di mattina non è proprio il massimo - per la serie "coma in parete" (^_^) ). Per quanto concerne l'agregatore a 'sto punto rispondo a casa nostra, su Snow Crash, però la storia del come son diventato quel che sono la voglio lasciare qui, anche perché mi rivedo abbastanza in quella di Faber.
RispondiEliminaPremetto, sono del 1980. Penso di essere caduto nella pentola del liberalismo, un po' come successe ad Obelix con il pentolone della pozione di Panoramix. In realtà credo che parecchie cose della mia educazione e di quello che ho assorbito durante la mia crescita mi abbiano portato a formare la mia indole liberale/libertaria. Forse perché anche io son cresciuto col mito del "chi fa da sé, fa per tre" o che quantomeno ciò che si riesce a costruire con le proprie forze ha tutto un altro sapore. Convinzioni e valori credo piuttosto borghesi da quella che in realtà non è una famiglia che può vantare una progenie borghese (forse lo era di spirito, ma non certo di portafoglio ;-) ): un nonno taglialegna e tutto-fare valtellinese ed uno sardo che ha girato le miniere della sua terra e quelle di mezza Europa, e che dopo tanto girare è giunto in Lombardia, ed un padre che è l'archetipo dell'artigiano: pur essendosi diplomato comincia da operaio e poi, anche grazie all'aiuto del suo ex-boss (ci vuole sempre qualcuno che creda in te!), si mette in proprio. Io ho realizzato di essere qualcosa di estremamente raro dal punto di vista delle idee politiche più o meno alla stessa maniera di Faber (ho sempre faticato a trovare differenze fra comunisti/socialisti e fascisti) - alle superiori, ai miei tempi non esistevano rappresentanti di partiti/ideologie non estreme). Ho capito di essere liberale grazie ad una prof di lettere comunista nel primo biennio dell'ITIS, ahimè non molto ben disposta verso di me (il giorno in cui discutemmo della rivolta dei forni raccontata nei Promessi Sposi furono fuochi d'artificio!). Comunque è grazie a lei se mi son imbattuto in John Locke e Hume. Ci stavamo reciprocamente sulle balle, ma pur di sapermi con un libro in mano sapeva cosa consigliarmi.
Continua
Poi passai al triennio a Milano ed ebbi il gran culo di trovare un'altra prof che aveva l'altarino di Adam Smith in camera; le mancava qualche venerdì ed era un po' papista ma devo ringraziare anche lei per i suoi buoni consigli. Nello stesso periodo mi capitò una prof di diritto che era una ex-parlamentare ed europarlamentare del PSI, nonché amica di Craxi (vi giuro sulla testa del Trota che si assentò in due occasioni per andare a trovarlo in Tunisia); persona comunque simpaticissima, anche se il più delle volte nelle discussioni ci si scornava non poco (soprattutto quando si parlava di argomenti economici). Erano gli anni buoni dei radicali e diedi una mano per le raccolte firme dei referendum vari sulle libertà economiche. Non mi sono mai iscritto, ed ho sempre usato il metodo Rothbard: tieni quel che trovi buono o utile e butta il resto. Col passare degli anni la parte buona se n'era andata, e per un po' seguii i Riformatori Liberali, fino a capire che pure loro erano fuffa: per carità, idee buone quelle di Della Vedova (almeno per come la vedevo ai tempi), ma verve di un sasso coperto di muschio e voglia di costruire un vero movimento praticamente nulla (ci si incontrò con BDV a Milano un paio di volte per fondare il Club dei RL, ma poi alla fine non se ne fece nulla). Poco prima della manifestazione contro le tasse dell'allora CdL a Roma scoprii l'esistenza del ML, che incontrai per le strade della capitale con Leo ed altri dietro al mitico striscione "le tasse sono un furto, non pagarle è legittima difesa". Avevo già letto Nock, Nozick e compagnia bella. Avevo già capito che ormai anche mia nonna staffetta partigiana poteva definirsi liberale e che in fondo ero un libertario da sempre, magari ai tempi poco anarchico, e scoprire che esisteva il ML fu una svolta. Anche il vecchio blog di Jinzo fece la sua parte, come quelli del buon Liberty First (il mio prof di economia inconsapevole di esserlo!), di Liberty Soldier e diversi altri. Poi leggendo, discutendo e conoscendo nuovi amici penso di essere diventato più radicale, nel senso di più estremista ed ormai anarchico (sia chiaro, non ho certezza alcuna, a parte quella che la "democrazia perfetta", qualsiasi cosa sia, è la cosa più utopica a cui si possa aspirare). Ormai son quasi due anni che Jinzo mi ha adottato e quindi è soprattutto colpa sua se avete la sventura di leggermi (^_^) (ammetto che scrivere su un blog già bello avviato e che mi pemette di non avere l'obbligo di scrivere ogni dì è stata una belle botta di culo). Collaboro col ML, anche se al momento come Clan Lombardo per diversi motivi non siamo un granché attivi sul territorio, ma si può sempre migliorare! Chiudo questa cosa lunghissima (nemmeno fossi Luca F ;-) ) invitando blogger o lettori della Lombardia a farsi vivi per fare crescere il nostro Clan!
RispondiElimina